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La Spira Mirabilis del Tai Chi Chuan

 

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La spirale, dotata di un grande valore simbolico, è una figura che da sempre ha affascinato l’uomo. Le prime raffigurazioni risalgono alla classicità greca e percorrono tutta la nostra storia. In Oriente la spirale è stata ugualmente oggetto di attenzione e curiosità. La sua raffigurazione più celebre è forse quella del Tao, dove la sezione bianca e la sezione nera, se separate e proiettate all’infinito, disegnano proprio due spirali. In questa sede non vi vuole scrivere la storia della spirale e delle sue raffigurazioni, ciò che qui interessa è una particolare forma di spirale, detta Spira Mirabilis, la spirale meravigliosa, altrimenti nota come spirale logaritmica, spirale equiangolare o spirale di crescita. La descrizione delle sue proprietà è bene espressa dall’epitaffio latino del Prof. Jakob Bernoulli (1654-1705): Eadem Mutata Resurgo, che tradotta letteralmente, significa Risorgo uguale eppure diversa, oppure Mutata risorgo uguale. L’epitaffio si riferisce alla capacità di questa spirale di mantenere la sua forma nella sua crescita asimmetrica. Essa esprime l’equilibrio nello squilibrio e contemporaneamente la permanenza dell’essenza attraverso il cambiamento. I bracci di tale spirale aumentano secondo una progressione geometrica. I cerchi centrati all’origine si sviluppano secondo un angolo costante, detto angolo di inclinazione. Tale spirale inoltre è congruente a sé stessa, scalandola e ruotandola si ottiene lo stesso risultato. Altra particolarità di tale spirale sono le sue relazioni con la serie di Fibonacci e con la sezione aurea. Partendo dalla figura della spirale è possibile disegnare un rettangolo aureo o un triangolo aureo.

Nel rettangolo si può notare che la spirale converge verso un punto di fuga che non raggiungerà mai. Tale punto è stato denominato Occhio di Dio dal matematico Clifford A. Pickover

L’ulteriore dato rilevante per il nostro discorso è che la spirale meravigliosa è presente in natura. Le galassie, i cicloni, gli uragani, le conchiglie di molti molluschi, la disposizione delle infiorescenze nel girasole, la direzione del volo dei falchi durante la caccia, la forma della coclea dell’orecchio mano, tutti riproducono la forma di tale spirale. Inoltre il rapporto fra questa spirale e la sequenza di Fibonacci apre una strada d’indagine in molti settori quali la chimica, la musica, la botanica, la biologia, ecc…

 

Se dovessimo dare una forma al Qi o meglio al suo movimento, questo disegnerebbe proprio una spirale logaritmica. Quando il corpo del praticante di Tai Chi Chuan è correttamente aperto, gli arti, nei loro movimenti, sono appunto spiraliformi. Questo ci permette di indagare un concetto fondamentale nel Tai Chi Chuan, quello di spirale. L’esistenza di un tale concetto conferma ancora una volta il forte legame che quest’arte ha con la natura, a ulteriore riprova che si tratta di un’arte concreta, basata sulle leggi di natura, e che l’unico modo per indagarla a fondo è attraverso la pratica, l’esperienza concreta. Poco spazio è lasciato alla mera speculazione, il Tai Chi Chuan è il prodotto dell’osservazione e della comprensione della natura. Il praticante, rispetto all’uomo comune, può dunque vivere più facilmente in armonia con la natura.

 

Con l’addestramento il praticante riesce a prendere consapevolezza e ad usare le spirali secondo un determinato scopo. Allora distinguiamo le spirali nelle gambe da quelle nelle braccia, le spirali “in apertura” da quelle “in chiusura”. Le spirali nelle gambe sono in diretto collegamento con la terra, grazie ad esse l’energia sale fino alle anche. Da qui, come fossero proiettate da un grande asse (le anche), si riverberano nelle braccia, proiettando l’energia verso l’esterno, secondo una precisa direzione (data dallo Yi). I piedi, le gambe, le anche, le spalle, le braccia e la testa sono in relazione geometrica fra loro, devono rispondere ad un certo allineamento. Questo permette di abbandonare l’uso della forza fisica, di “aprire il corpo” e manifestare l’energia interna. Lo Yi proietta il Qi che si muove nello spazio secondo una traiettoria spiraliforme. Il praticante può scegliere l’angolo costante di tale traiettoria. La grandezza dell’angolo è responsabile della compressione interna dell’energia e dell’ampiezza dei movimenti. Ciò nella pratica si traduce nei diversi frame con cui può essere praticata la forma, Gru, Tigre o Serpente. La congruenza della spirale nel Tai Chi Chuan è data dal fatto che essa mantiene le stesse proprietà in ogni punto, ovunque la si tocchi essa è pluridimensionale, respingendo, comprimendo, aderendo, ed assorbendo la forza dell’opponente. Essa è Yin e Yang a un tempo. In una spirale logaritmica è difficile individuare un “esterno” e un “interno”, essi si scambiano continuamente, così lo Yin e lo Yang della spirale del Tai Chi Chuan sono onnipresenti e si sostengono vicendevolmente. Il punto di fuga della spirale del Tai Chi Chuan è la sorgente dello Yin, è il collegamento con la terra, è la capacità di assorbire, è la fonte della spirale successiva. Nel simbolo del Tao il punto di fuga corrisponde al puntino bianco nella sezione nera, e al puntino nero nella sezione bianca. La caratteristica della spirale logaritmica come curva d’inseguimento e di fuga riproduce proprio l’interazione all’infinito dello Yin e dello Yang, due energie complementari che si inseguono all’infinito.

 

Così come la spirale logaritmica non può avere un inizio e una fine, non può essere spezzata, allo stesso modo la spirale del Tai Chi Chuan non può essere sezionata. Ogni suo punto è pluridimensionale e pluridirezionale. Essa va analizzata in base alla sezione che si studia, e quindi, per comodità didattica, è possibile fissarne dei punti, es. la spirale del braccio, della gamba ecc… Se prendiamo l’uomo nel suo insieme allora la spirale del Tai Chi Chuan è il veicolo attraverso il quale il Qi dell’uomo si “intona” con le vibrazioni della terra e del cielo. Un corpo aperto, che dialoga con l’esterno e con l’interno, non può fare altro che disegnare tante spirali.

 

Grazie al corretto uso delle spirali si riesce a dare una direzione al Qi, in modo da interagire con l’altro, ascoltando la sua energia, agendo sul suo sistema energetico ed inducendo determinate reazioni. Un buon maestro è colui che riesce a far sentire all’allievo i propri blocchi interni, e quindi guidarlo nella sua crescita. Accanto all’uso didattico c’è l’uso marziale, dove invece l’enfasi è posta nel bloccare l’avversario controllandolo.

 

La spirale permette di “aprire il corpo” e funge da canale per il Qi. Con il tempo e l’abilità, le spirali diventeranno sempre meno visibili ad occhio nudo, fin quasi a scomparire. In questa condizione il corpo del praticante è costantemente aperto, in ogni momento della vita quotidiana. Ciò porterà un notevole miglioramento nella qualità della vita, e svilupperà la capacità di avvertire quando il proprio corpo si contrae e si chiude in situazioni di stress e quindi agire per “riaprirlo”. Questo si traduce in una migliore gestione dello stress e nel mantenimento di uno stato di quiete interno costante.

 

Ivan Cardillo