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Lo YI

Il concetto di YI, , è uno dei concetti più importanti, se non il concetto principe nell’arte del Tai Chi Chuan. Per questo motivo è stato, ed è tuttora, oggetto di innumerevoli interpretazioni, molte delle quali pervarse dall’anelito della ricerca dell’esoterico e del surreale. La difficoltà stessa nel comprendere questo principio, e la complessità che ne deriva nell’applicazione pratica, formano una sorta di coltre nebbiosa che offusca la comprensione del praticante inesperto. Nella nebbia diventa facile, se non necessario, immaginare l’immaginabile, per poter dare una spiegazione verosimile. Quanto più è complicata e laboriosa la spiegazione tanto più la si accetta per buona, giustificandola appunto con la complessità di tale concetto (complessità che dipende per la maggior parte dalla difficoltà nel metterlo in pratica). Il TCC lavora rinunciando alla forza fisica (用意不用力 “usare lo Yi e non la forza fisica”), e l’energia si muove solo grazie allo Yi (意氣相連yi qi xiang lian “unire insieme lo Yi ed il Chi”). Recita un classico cinese 意到氣到yi dao qi dao “dove arriva lo Yi arriva il Chi”. È evidente che senza una buona comprensione dello Yi non si può praticare un buon TCC.

Per comprendere tale concetto possiamo affidarci alla lingua cinese, che per le sue caratteristiche riesce ad esprimersi con senso compiuto, “mostrandoci” direttamente tutto il carico semantico dei suoi ideogrammi. L’ideogramma dello YI, , è composto da due ideogrammi: in alto yin, suono, musica ed in basso , xin, cuore. Dunque lo Yi è il suono del cuore. Nella medicina tradizionale cinese il cuore è la sede dei pensieri, e spesso si dice “vuotare il cuore” per invitare a placare i pensieri e raggiungere la calma interiore. Questa dunque corrisponde alla calma del cuore, alla quiete dei pensieri e dei tumulti emotivi. Pensare e desiderare sono sinonimi in una cultura che non scinde il corpo dalla mente e dallo spirito.

Ogni esercizio nel TCC richiede uno specifico Yi, ossia la giusta intonazione, accordatura, per poter funzionare bene. Il qi kung, il tui shou, la pratica della forma, hanno uno scopo, lavorano in maniera diversa con l’energia, e dunque richiedono uno Yi diverso, ossia un “suono” appropriato.

Il primo passo, nel cammino offerto dal TCC, è la presa di coscienza di se stessi per accordarsi in maniera corretta, per imparare ad ascoltare il suono degli altri e diventare così capaci di risuonare con il mondo circostante. L’ascolto e l’intonazione sono il modo corretto per praticare, per cercare quel giusto equilibrio fra gli opposti, e migliorare quella capacità di adeguamento al mutamento, che caratterizza il TCC come l’arte che esprime l’eterno “gioco” dello Yin e dello Yang.